Aquila in pietra Piasentina

Il simbolo del nostro Friuli come sentito ringraziamento per il gentile invito.

ISLE - Francia Dall'8 al 10 giugno 2019 si festeggiano i 35 anni di gemellaggio tra ISLE e GUNZENHAUSEN. Il Consorzio pietra Piasentina rappresentato dal Presidente Bini Gianni Guerrino con il sindaco di Torreano Sabbadini Roberto si uniranno ai festeggiamenti come testimonianza e ricordo della longeva amicizia tra Torreano e Saint Sulpice Le Guérétois, comuni gemellati dal 2007. Ma i primi contatti sono ben più datati: «Tutto partì nell’87 – ricorda il sindaco Roberto Sabbadini –, quando Odette Piccaro, residente a Saint Sulpice le Guérétois, scoprì da un giornale locale che sarebbe stato celebrato l’anniversario della costruzione del municipio della vicina cittadina di Guéret e riconobbe nella foto alcuni scalpellini originari di Torreano». Ne informò le famiglie, stimolando la nascita di un comitato pro gemellaggio.

  • Fonte
  • Scalpello e mani d’oro: ecco chi è il mago della pietra Piasentina

    Articolo Messaggero Veneto 19.01.2019

    ARTEGNA. Chi lo conosce bene dice che non può vivere senza un blocco di pietra davanti e tra le mani uno scalpello e una mazzuola. E lui conferma.

    Da quando Gianni Munini, 68enne di Artegna, è in pensione, si fatica a trovarlo lontano da quell’angolo dietro casa dove si è ricavato il suo personale laboratorio. Poche cose. Essenziali. Un tavolo, una riga di scalpelli di varie dimensioni e la sua inseparabile smerigliatrice. In quel regno – spesso nelle giornate di sole spostandosi all’aperto dove lo sguardo arriva fino alla cima del monte Cuarnan –, Gianni crea da mattina a sera.

    Sotto le sue sicure mani quei blocchi squadrati di pietra – rigorosamente Piasentina di Torreano – diventano qualsiasi cosa detti la fantasia. Da fontane a sculture di ogni tipo, da crocifissi alle riproduzione di alcune opere di Modigliani, da mortai con pestelli a portafoto di ogni dimensione. E poi orologi, vasi dalle forme più fantasiose, la serie di segni zodiacali, animali, soprammobili di ogni foggia, statue, portabottiglie, portaombrelli. Lo scantinato della sua abitazione non riesce più contenere le centinaia di creazioni. Il giardino – neanche a dirlo, il muro di cinta in sasso porta la sua inconfondibile firma – sembra un’esposizione a cielo aperto.